Impianto zigomatico

L’impianto zigomatico è una tecnica innovativa che viene impiegata dalla nostra clinica per il posizionamento di impianti dentali, quando non è possibile farlo in modo “tradizionale”, a causa di un notevole riassorbimento dell’osso o atrofia.

Questa è la tecnica migliore che l’implantologia dentale può offrire con benefici e rischi annessi e sostituisce le tecniche più invasive come:
  • l’innesto osseo
  • il rialzo mascellare
L’impianto zigomatico è un impianto in titanio che viene inserito nell’osso zigomatico mascellare, con una misura che varia da 35 mm ai 52,5 mm. Esistono due tecniche che vengono scelte in base al caso:
  • Hybrid: che consiste nell’inserimento di un impianto zigomatico per quadrante e 2/4 nel settore anteriore.
  • Quad: che consiste nell’ inserimento di 2 impianti zigomatici per quadrante (in caso di atrofia).
Viene eseguita in anestesia locale nella maggior parte dei casi, ma non è esclusa l’anestesia totale in caso di inserimento di più impianti zigomatici nella stessa giornata. Risulta essere una tecnica a minor rischio complicanze e fastidi post intervento, che, anche se si dovessero presentare, si possono placare con dei normali farmaci da banco. E’ una tecnica chirurgica molto sicura, ma non sono escluse alcune complicanze che possono presentarsi come:
  •  la sinusite in circa il 5-10 % dei casi
  • sensibilità alterata nella zona cutanea dello zigomo in circa il 5% dei casi
Si tratta di complicanze possibili, che sono temporanee e reversibili dopo appropriata terapia medica. La parte più bella di questa tecnica è che avviene tutto nella stessa giornata e il paziente può tornare a casa subito dopo l’intervento.

Terapie riabilitative: le disfunzioni articolari

Una Disfunzione delle Articolazioni – Temporo – Mandibolari o A.T.M., in cui è prevista una corretta interposizione del menisco articolare tra i due capi articolanti, cioè tra il condilo mandibolare e la cavità articolare (glenoidea), situata nelle ossa temporali, poste ai due lati del cranio. Ogni cavità glenoidea riceve e permette all’articolazione di uno dei due condili mandibolari. Ogni disfunzione delle A.T.M. dà luogo ad un corredo sintomatologico più o meno marcato, in relazione alla entità delle lesioni procurate e del tempo da cui essa persiste. I sintomi che si riscontrano possono essere locali come: limitazione di apertura della bocca, dolore e rumori delle A.T.M. (Click-Clack-Pop-Snap-Scrunck). Ma non è escluso il fatto che possono essere presenti sintomi su un territorio anatomico più esteso con: cefalea, cervicalgia, riduzione dell’udito, dolori irradiati all’orecchio, agli zigomi, tensioni facciali, fischi o ronzii all’udito, capogiri, torcicollo, parestesia alle spalle, agli arti superiori, alle mani, fastidio o dolore alla deglutizione. Nei casi più estremi i sintomi possono esibirsi con blocco articolare acuto o cronico ( come limitazione di apertura, fino al blocco in apertura e chiusura della bocca), dolori insopportabili, sindromi simil-trigeminali (dolori trafittivi o a scossa elettrica in zona cranio-facciale). Le più frequenti cause di una disfunzione delle A.T.M., di una disfunzione muscolare e di una D.C.C.M.  sono: maloclusione (contatti dentali non idonei tra le due arcate dentali e/o cattivo allineamento dei denti), asimmetria di crescita cranio-facciale, respirazione orale, traumi diretti o indiretti cranio-cervico-mandibolari, vizi di postura, patologie ortopediche e/o fisiatriche, con coinvolgimento della postura cranio-cervicale, ansie e stress, terapie odontoiatriche e/o ortodontiche incongrue, aperture esagerate della bocca (anestesia generale, interventi otorinolaringoiatrici-odontoiatrici), parafunzioni (digrignare o serrare i denti, masticare gomme, mordicchiare unghie e/o vari oggetti), lassità legamentosa (ipermobilità articolare, frequente nelle donne). Tutte queste rappresentano le cause più frequenti di una Disfunzione Cranio-Cervico-Mandibolare (muscolare, ossea, articolare).

Terapie ortodontiche

L’ortodonzia, chiamata anche ortognatodonzia[1], è una branca dell’odontoiatria che studia le diverse anomalie della costituzione, sviluppo e posizione dei denti e delle ossa mascellari provvedendo alla loro correzione con opportune apparecchiature; è attuata esclusivamente dagli odontoiatri e specialisti in ortognatodonzia in seguito ad un’attenta analisi. Essa ha lo scopo di prevenire, eliminare o attenuare varie anomalie mantenendo o riportando gli organi della masticazione e il profilo facciale nella posizione più corretta possibile. La pratica ortodontica consiste sostanzialmente in due tipi di terapia che spesso sono consequenziali. La terapia chirurgica può essere necessaria in casi che ci sia la necessità di rimuovere  alcuni denti che ostacolano l’allineamento e l’articolazione degli altri o la corretta posizione dento-facciale. La terapia meccanica invece consiste nella costruzione di diversi tipi di apparecchi che potremo suddividere in:
  • Apparecchi fissi: agiscono direttamente con la loro forza quando viene attivata (es. apparecchi con viti, archi, molle ecc.)
  • Apparecchi rimovibili: sono molto più pratici e autonomamente gestibili, con la possibilità di rimuovere l’apparecchio durante l’igiene orale, lo sport e i pasti e esteticamente vantaggioso perché posizionato sul palato.

Terapie endodontiche

L’endodonzia si occupa della terapia dell’endodonto, che nello specifico si trova all’interno dell’elemento dentario, composto dalla polpa dentaria che a sua volta e costituita da componente cellulare, vasi e nervi. La terapia endodontica  viene applicata quando una lesione cariosa o traumatica al dente ha riportato un’alterazione irreversibile del tessuto pulpare, fino alla necrosi dello stesso. È possibile inoltre ricorrere alla terapia endodontica  in caso di riabilitazioni protesiche che spesso, a causa della notevole riduzione del tessuto dentale stesso, può portare ad un’alterazione pulpare irreversibile (necrosi pulpare per cause iatrogene).

Terapia Conservativa

L’odontoiatria conservativa si occupa principalmente della cura dei denti cariati e delle ulteriori procedure per l’eliminazione della carie e di quelle relative alla chiusura delle cavità risultanti dall’eliminazione dello smalto e della dentina cariata, tramite l’utilizzo di appositi materiali specifici. Le carie possono variare da quelle superficiali a quelle più profonde profonde, in dipendenza alle tempistiche nel intervenire. Nel primo caso ci si limita ad asportare parte della dentina e dello smalto interessati dalla carie, otturando il dente con appositi materiali (amalgama d’argento o compositi). L’uso degli amalgami d’argento (a causa del contenuto in mercurio) è stato sostituito dagli innovativi materiali compositi che grazie alle loro caratteristiche adesive permettono una preparazione della cavità cariosa meno ampia rispetto all’amalgama che richiedeva cavità dalle caratteristiche particolari. Nelle carie profonde invece può essere un interessamento della polpa del dente, contenente anche le fibre nervose, in questi casi si ricorre alla cura canalare detta anche devitalizzazione. Il termine conservativa indica la cura adeguata con l’unico obiettivo di conservare i denti altrimenti distrutti dalla carie. Il concetto dell’odontoiatria conservativa moderna è basato sulla minima invasività, rimuovendo solo il tessuto cariato che viene sostituito con un materiale di restauro, a sua volta legato direttamente al tessuto sano.

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Ritrattamento delle terapie canalari fallite

Una delle cause più frequenti che viene riscontrata tra i pazienti è il fallimento delle terapie canalari.

Cosa sono le terapie canalari :

Le terapie canalari o endodontiche, sono le terapie che implicano la rimozione della polpa dentale danneggiata o morta, e il successivo lavoro di riempimento con prodotti appositi, per evitare il rischio di contaminazione delle parti attigue, che può provocare fastidio, dolore, visto che è costituita da vasi sanguigni e nervi, fino  alla perdita totale del dente.

Cosa provoca il fallimento delle terapie canalari:

Gran parte dei nostri pazienti, vengono da noi per ritrattare e curare delle operazioni fatte male in precedenza o che possono ritornare a dar fastidio per diverse cause:
  • rottura del dente
  • una carie profonda curata male
  • crepe del dente

In cosa consiste la terapia canalare o il ritrattamento:

La gravità del problema varia in base ai tempi in cui si interviene dalla manifestazione del fastidio/dolore, visto che molto spesso, per vari motivi, si aspetta sempre fino all’ultimo minuto arrivando a fasi acute di dolore, per decidersi di andare dal dentista, rischiando di aggravare la situazione, fino ad arrivare addirittura alla perdita totale del dente. Le fasi della terapia canalare consistono nell’asportazione della parte malata, con successiva pulizia e modellazione,  riempita con un materiale gommoso chiamato guttaperca, che viene a sua volta fissato dal cemento. Tale operazione potrà venire svolta in più sedute, a seconda della gravità, con il riempimento di materiale provvisorio, e nel caso di importanti danneggiamenti del tessuto, si può arrivare alla ricostruzione vera e propria del dente.

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